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Vaccinazioni, nei pazienti fragili coperture ancora troppo basse Al San Luigi un corso per formare i medici del futuro “Aviator”: Martedì 2 dicembre, ore 13–20 AOU San Luigi Gonzaga
- Data di pubblicazione
- 02 Dicembre 2025
MARTEDÌ 2 DICEMBRE 2025 – Rafforzare la cultura vaccinale tra gli specialisti e migliorare la protezione dei pazienti fragili: con questo obiettivo prende il via al San Luigi il primo appuntamento del percorso formativo “Aviator – Adult vaccination in account to prevent the risk”, rivolto a tutte le figure sanitarie, medici chirurghi, farmacisti, infermieri, assistenti sanitari.
I dati
Le vaccinazioni negli adulti fragili restano ben al di sotto dei livelli raccomandati, con conseguenze importanti per la salute dei pazienti e per la sostenibilità del Servizio sanitario. Lo confermano gli ultimi dati: l’Herpes Zoster aumenta il rischio di malattia del 38% nei diabetici, del 34% nei cardiopatici e oltre il 50% nei pazienti reumatologici, con un incremento significativo di ricoveri e complicanze cardiovascolari. Anche sul fronte dell’influenza e della polmonite la situazione non è più rassicurante: tra gli over-65 la copertura del vaccino antinfluenzale si ferma al 52,5%, ben lontana dal 75% indicato dall’Oms, mentre il vaccino antipneumococcico non supera il 30%. Fra i più vulnerabili ci sono i pazienti oncologici, che presentano un rischio elevato di polmonite correlata ai trattamenti: in alcune combinazioni terapeutiche l’incidenza può arrivare quasi al 50%.
È in questo contesto che il San Luigi Gonzaga ha avviato un percorso formativo dedicato a tutte le figure sanitarie. Il corso è stato voluto ed è coordinato dalla professoressa Silvia Novello, direttore dell’Oncologia del San Luigi e ordinario di Oncologia Medica dell’Università di Torino, e dalla professoressa Roberta Siliquini, ordinario di Igiene dell’Università di Torino.
Il San Luigi è al centro di un percorso virtuoso sulla presa in carico dei pazienti fragili: grazie a un modello già attivo, avviato dall’Oncologia dell’ospedale, i pazienti vengono indirizzati seguendo la sede di domicilio a un medico igienista che valuta i vaccini raccomandati e li accompagna nei percorsi vaccinali adattandoli al trattamento oncologico in atto.
Poca informazione e retaggi culturali
A pesare non sono soltanto la complessità delle patologie croniche e l’età avanzata, ma anche fattori sociali e culturali: scarsa informazione, esitazione dei familiari, retaggi negativi sui vaccini. Per molti pazienti, soprattutto anziani o con malattie reumatologiche, oncologiche o metaboliche, una semplice infezione può tradursi in una complicanza grave o interrompere trattamenti fondamentali.
“Per i pazienti fragili la vaccinazione non è un atto accessorio - dichiara Silvia Novello, direttrice dell’Oncologia del San Luigi e responsabile scientifica del corso - ma parte integrante del percorso di cura. Le terapie oncologiche, l’immunoterapia o i farmaci a bersaglio molecolare espongono i nostri pazienti a rischi elevati: proteggerli dalle infezioni significa garantire continuità terapeutica e qualità di vita. Con questo corso vogliamo formare i giovani specialisti a considerare la vaccinazione come un tassello fondamentale della presa in carico”.
“Il San Luigi è da sempre un riferimento per la gestione delle patologie croniche complesse” commenta Salvatore Di Gioia, Direttore Sanitario dell’Azienda Ospedaliera San Luigi. “Rafforzare i percorsi vaccinali significa investire nella salute pubblica e ridurre la pressione su ospedali e reparti. È essenziale che le famiglie conoscano i benefici della vaccinazione: troppe reticenze, spesso non fondate, espongono i pazienti fragili a rischi evitabili. Questo primo appuntamento formativo è un passo decisivo verso una presa in carico più integrata e protettiva”.
“Aviator” è il primo appuntamento di un ciclo di incontri che verrà replicato in altre sedi nel corso dell’inizio del prossimo anno, coinvolgendo progressivamente un numero crescente di professionisti.
“La sfida”, spiegano gli organizzatori, “è che la vaccinazione non venga percepita come un gesto isolato, ma come parte di un percorso di cura continuo. E che gli specialisti diventino, sempre più, protagonisti della prevenzione”.
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AVIATOR
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AVIATOR NOVELLO
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AVIATOR NOVELLO SILIQUINI
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AVIATOR SILIQUINI
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